Una vasta operazione internazionale coordinata da Europol e Eurojust ha smantellato una vera e propria multinazionale del crimine che monetizzava lo stupro e la tortura attraverso abbonamenti e mance digitali. In queste stanze virtuali nascoste, l’orrore veniva trasmesso in diretta, trasformando il pubblico da spettatore passivo a regista attivo: gli utenti potevano infatti pagare un extra per decidere in tempo reale quali atrocità infliggere alle vittime.
In questa puntata de “Il punto”, Elisa Garfagna analizza come questa vicenda evidenzia una profonda crisi antropologica dove la tecnologia, anziché essere strumento di progresso, diventa l’infrastruttura per industrializzare la barbarie e abbattere la barriera dell’empatia. L’esistenza di un’offerta così strutturata rivela una domanda gigantesca e trasversale di utenti insospettabili che, protetti dall’anonimato, alimentano un mercato in cui il confine tra chi commette la violenza e chi la finanzia è ormai azzerato.